
Ci sono gruppi che appartengono al loro tempo, e altri che lo attraversano in silenzio, come correnti sotterranee. I Cormorano rientrano in questa seconda categoria. Nati nel 1975, in pieno fermento prog italiano, si formano attorno alla figura carismatica del cantante Raffaello Regoli. Come molte band della stagione, calcano i palchi con costanza ma rimandano lo studio di registrazione a un futuro lontanissimo. Per loro, quel futuro arriva solo nel 2000, quando decidono finalmente di fissare su disco il materiale accumulato negli anni. L’album storico, “Giro Tondo (Giro) Fuori Scena”, raccoglie infatti composizioni scritte tra il 1976 e il 1984. È un dettaglio decisivo: il disco fotografa un’estetica figlia degli anni Settanta avanzati, con inclinazione progressiva ma priva dell’asprezza e della radicalità dei primi anni del decennio. Non c’è la tensione rivoluzionaria dell’underground più spigoloso; c’è piuttosto una scrittura ordinata, costruita, a tratti prudente.

Nel 1976 Regoli incontra Demetrio Stratos a un festival. Non è un episodio secondario: da quel momento nasce un rapporto umano e artistico che segnerà profondamente il cantante dei Cormorano. Regoli diventa, per sua stessa ammissione, un devoto discepolo di Stratos, e la centralità della voce nell’album lo dimostra in modo inequivocabile. Il paragone con gli Area, però, si ferma lì. Se gli Area spingevano verso l’avanguardia e la sperimentazione estrema, i Cormorano scelgono una via compositiva più lineare. Le strutture sono generalmente dirette, con ritmiche prevalentemente in 4/4 e qualche incursione in 3/4, sincopi occasionali, soluzioni creative ma mai destabilizzanti.
La strumentazione ruota attorno a tastiere (piano elettrico e sintetizzatori), chitarra e basso. L’architettura dei brani segue spesso uno schema riconoscibile: introduzioni rilassate, affidate a uno o due strumenti, ingresso progressivo degli altri, poi un groove saldo di basso e batteria su cui chitarre e tastiere dialogano o raddoppiano le linee vocali.
È qui che accade qualcosa di interessante: laddove la composizione resta relativamente conservativa, Regoli interviene con una vocalità mobile, che si avvolge e si torce attorno alle frasi strumentali, le espande, le complica, le rende imprevedibili. La vera tensione del disco è tutta nella voce.
Negli anni successivi Regoli ha continuato a esplorare la ricerca vocale, avvicinandosi per spirito agli esperimenti solisti di Stratos, pubblicando album personali in cui la voce diventa laboratorio sonoro più che semplice veicolo melodico.
E poi, a sorpresa, il ritorno. Nel 2023 i Cormorano riemergono con “Obliquizioni d’Autunno”, affiancando ai membri storici Raffaello Regoli e Antonio Dondi nuovi musicisti: Gabriele Giovanardi, Francesco Boni, Elia Filippini e Raffaele Marchetti. Non è un’operazione nostalgica, ma un riassestamento identitario. Se il primo album era un documento tardivo di un’epoca, il nuovo lavoro dimostra che quella sensibilità può ancora respirare nel presente.
Riascoltando oggi la parabola della band, si comprende meglio anche “L’Inciampo Dell’Uovo” (2025): non come episodio isolato, ma come ulteriore capitolo di un percorso lungo, intermittente, coerente nella sua fedeltà a un’idea di musica in cui la voce è centro, ferita e vertigine. I
Cormorano non hanno mai cercato la rottura clamorosa; hanno scelto, piuttosto, la persistenza. E in un panorama che premia l’urgenza, questa è forse la loro forma più autentica di radicalità.
C’è qualcosa di profondamente mediterraneo, quasi domestico e insieme straniante, in questo nuovo lavoro dei Cormorano. L’Inciampo Dell’Uovo è un titolo che già suggerisce fragilità e imprevisto: l’atto minimo – inciampare – applicato a ciò che di più semplice e primordiale abbiamo in cucina.
E il disco funziona esattamente così: un equilibrio instabile tra quotidiano e vertigine.
Tracks:
• 01. Pax MSG from Universe (4:50)
• 02. Agguati Urbani (4:05)
• 03. Somia (7:08)
• 04. Amico (oltre le nuvole, come gli Dei) (3:52)
• 05. Ora (4:02)
• 06. Trutse Nalem (4:29)
• 07. SocialNetwork (3:38)
• 08. C'è che Sei - Paesazione 2 (8:38)
Line-up / Musicians
- Gabriele Giovanardi / saxophone
- Antonio Dondi / drums
- Raffaello Regoli / vocals
- Francesco Boni / bass
- Elia Filippini / keyboards
- Michele Zanni / guitar
With:
- Alice Sandri / vocals
- Eonardo Zanni / guitar