miércoles, 11 de febrero de 2026

Raccomandata con Ricevuta di Ritorno: "In Fuga" (2025)

                                     

Dall’uscita de “Il pittore volante” quindici anni fa, con il nome di gruppo “La Nuova Raccomandata con Ricevuta di Ritorno”, tramite l’etichetta AMS Records pubblicano in questo maggio 2025 un lavoro di soli sei brani, per una durata complessiva di 35:34, intitolato “In Fuga”. Ritroviamo della formazione originale il pittore e cantante Luciano Regoli, il bassista Nanni Civitenga e alle tastiere Walter Martino (Goblin, Libra).

Dopo un primo brano di stampo hard rock che può ricordare i Deep Purple, segue “Mary Really”, un pezzo complesso e rabbioso ma al tempo stesso melodico, con ottimi interventi del violino di Damaso Grassi e della chitarra. Senza dubbio, insieme a “Ancora all’ombra”, è tra i momenti più significativi di questo breve lavoro.

Dopo “Sognando” arriva “Nublano”, con la voce graffiante e rock di Luciano Regoli che si spezza a metà percorso per lasciare spazio a un passaggio strumentale dal sapore pastorale. La semi-ballata “Ancora all’ombra” propone atmosfere misteriose e racconti tenebrosi alla maniera dei Goblin, con cambi di ritmo e interventi strumentali di sax tenore e tastiere.


Il lavoro si conclude con “Sandrina”, un brano molto personale, con la voce e qualche fischio di Luciano accompagnati da una chitarra acustica in sottofondo, senza ulteriori orpelli.







Versione in spanish.

Desde la salida del "Il pittore volante" hace 15 años con el nombre de grupo de la "La Nuova Raccomandata con Ricevuta di Ritorno" a través del sello AMS Records publican en este mayo del 2025 un trabajo de tan solo 6 temas con una corta duración de 35:34' titulado "In Fuga", donde nos encontramos de la banda original con el pintor y vocalista Luciano Regoli, el bajsta Nanni Civitenga y a los teclados Walter Martino (Goblin, Libra).

Tras un primer tema Hard Rock que pudiera recordar a Deep Purple, le sigue "Mary Really" un tema complejo y rabioso pero mezclado con lo melódico, tiene buenas intervenciones del violín de Damaso Grassi y la guitarra, sin duda junto a "Ancora a l'ombra" de lo mas destacable de este corto trabajo. 


Tras "Sognando" llega "Nublano" con la voz desgarradora y rockera de Luciano Regoli que se rompe a mitad de su recorrido en pos de un instrumental de remanso pastoral. La semibalada "Ancora l'ombra" con pasajes misteriosos y relatos tenebrosos a lo Goblin con cambios de ritmos e intervenciones en forma de pasaje instrumental del saxo tenor y teclados.

Acaba el trabajo con "Sandrina" un tema muy personal con la voz y algún silbido de Luciano con la guitarra acústica de fondo, sin mas.


Тemas:

01. Incubo 4:55

02. Mary Reilly 7:17

03. Sognando 6:57

04. Nubiano 5:40

05. Ancora L'ombra 9:12

06. Sandrina 1:32


Músicos:

- Luciano Regoli / vocals

- Nanni Civitenga / bass / Guitar

- Walter Martino / drums

- Damaso Grassi / flute, tenor sax

- Stefano Piermarioli / keyboards

- Manlio Zacchia / bass, double bass

Cormorano: "L'Inciampo Dell'Uovo" (2025)




Ci sono gruppi che appartengono al loro tempo, e altri che lo attraversano in silenzio, come correnti sotterranee. I Cormorano rientrano in questa seconda categoria. Nati nel 1975, in pieno fermento prog italiano, si formano attorno alla figura carismatica del cantante Raffaello Regoli. Come molte band della stagione, calcano i palchi con costanza ma rimandano lo studio di registrazione a un futuro lontanissimo. Per loro, quel futuro arriva solo nel 2000, quando decidono finalmente di fissare su disco il materiale accumulato negli anni. L’album storico, “Giro Tondo (Giro) Fuori Scena”, raccoglie infatti composizioni scritte tra il 1976 e il 1984. È un dettaglio decisivo: il disco fotografa un’estetica figlia degli anni Settanta avanzati, con inclinazione progressiva ma priva dell’asprezza e della radicalità dei primi anni del decennio. Non c’è la tensione rivoluzionaria dell’underground più spigoloso; c’è piuttosto una scrittura ordinata, costruita, a tratti prudente.


Nel 1976 Regoli incontra Demetrio Stratos a un festival. Non è un episodio secondario: da quel momento nasce un rapporto umano e artistico che segnerà profondamente il cantante dei Cormorano. Regoli diventa, per sua stessa ammissione, un devoto discepolo di Stratos, e la centralità della voce nell’album lo dimostra in modo inequivocabile. Il paragone con gli Area, però, si ferma lì. Se gli Area spingevano verso l’avanguardia e la sperimentazione estrema, i Cormorano scelgono una via compositiva più lineare. Le strutture sono generalmente dirette, con ritmiche prevalentemente in 4/4 e qualche incursione in 3/4, sincopi occasionali, soluzioni creative ma mai destabilizzanti.
La strumentazione ruota attorno a tastiere (piano elettrico e sintetizzatori), chitarra e basso. L’architettura dei brani segue spesso uno schema riconoscibile: introduzioni rilassate, affidate a uno o due strumenti, ingresso progressivo degli altri, poi un groove saldo di basso e batteria su cui chitarre e tastiere dialogano o raddoppiano le linee vocali. 
È qui che accade qualcosa di interessante: laddove la composizione resta relativamente conservativa, Regoli interviene con una vocalità mobile, che si avvolge e si torce attorno alle frasi strumentali, le espande, le complica, le rende imprevedibili. La vera tensione del disco è tutta nella voce.
                                     

Negli anni successivi Regoli ha continuato a esplorare la ricerca vocale, avvicinandosi per spirito agli esperimenti solisti di Stratos, pubblicando album personali in cui la voce diventa laboratorio sonoro più che semplice veicolo melodico.

E poi, a sorpresa, il ritorno. Nel 2023 i Cormorano riemergono con “Obliquizioni d’Autunno”, affiancando ai membri storici Raffaello Regoli e Antonio Dondi nuovi musicisti: Gabriele Giovanardi, Francesco Boni, Elia Filippini e Raffaele Marchetti. Non è un’operazione nostalgica, ma un riassestamento identitario. Se il primo album era un documento tardivo di un’epoca, il nuovo lavoro dimostra che quella sensibilità può ancora respirare nel presente.

Riascoltando oggi la parabola della band, si comprende meglio anche “L’Inciampo Dell’Uovo” (2025): non come episodio isolato, ma come ulteriore capitolo di un percorso lungo, intermittente, coerente nella sua fedeltà a un’idea di musica in cui la voce è centro, ferita e vertigine. I 

Cormorano non hanno mai cercato la rottura clamorosa; hanno scelto, piuttosto, la persistenza. E in un panorama che premia l’urgenza, questa è forse la loro forma più autentica di radicalità.

C’è qualcosa di profondamente mediterraneo, quasi domestico e insieme straniante, in questo nuovo lavoro dei Cormorano. L’Inciampo Dell’Uovo è un titolo che già suggerisce fragilità e imprevisto: l’atto minimo – inciampare – applicato a ciò che di più semplice e primordiale abbiamo in cucina. 

E il disco funziona esattamente così: un equilibrio instabile tra quotidiano e vertigine.

Tracks:


• 01. Pax MSG from Universe (4:50)
• 02. Agguati Urbani (4:05)
• 03. Somia (7:08)
• 04. Amico (oltre le nuvole, come gli Dei) (3:52)
• 05. Ora (4:02)
• 06. Trutse Nalem (4:29)
• 07. SocialNetwork (3:38)
• 08. C'è che Sei - Paesazione 2 (8:38)


Line-up / Musicians

- Gabriele Giovanardi / saxophone

- Antonio Dondi / drums

- Raffaello Regoli / vocals

- Francesco Boni / bass

- Elia Filippini / keyboards

- Michele Zanni / guitar


With:

- Alice Sandri / vocals

- Eonardo Zanni / guitar

Sigmund Freud: "Risveglio" (2025)

pic Sigmund Freud - Risveglio





Tracks:

01. Fiori di Polvere Bianca 12:06
02. Giochi d’Ombre 11:08
03. Palla di Neve 8:30
04. La Quiete dopo la Tempesta 10:58
05. Epilogo 10:07
06. Freud 70s medley (bonus track) 16:58

Con Risveglio, i Sigmund Freud firmano un lavoro che non cerca l’effetto immediato, ma un risveglio interiore, quasi analitico.

Il titolo non è un vezzo: qui il risveglio è coscienza che affiora, non spettacolo sonoro.

Fin dalle prime battute si avverte una costruzione attenta, dove tastiere avvolgenti e chitarre dal tratto elegante disegnano paesaggi sonori densi ma mai soffocanti. Si percepisce l’eco della grande tradizione del prog italiano, quel lirismo sospeso tra luce e ombra, ma riletto con sensibilità contemporanea, lontano da ogni tentazione nostalgica.

I brani si sviluppano con misura: respirano, si espandono, lasciano spazio alle pause. La sezione ritmica sostiene con sobrietà, mentre le melodie emergono come pensieri che risalgono alla superficie. Non c’è virtuosismo gratuito, bensì una scrittura che privilegia la narrazione emotiva.

“Risveglio” si ascolta come un percorso di consapevolezza: ogni traccia dialoga con la successiva, creando una coerenza sottile ma costante. In un panorama spesso frammentato, i Sigmund Freud offrono un prog elegante, introspettivo, capace di guardare dentro senza perdere slancio.

Arti&Mestieri: "D-BRANE" (2025)

pic arti&mestieri

D-BRANE
Тemas
01. Salto Con L'Hashtag 5:52
02. Light Metal 4:30
03. Nostradamus 6:15
04. Elegia 4:57
05. Too Soon Too Late 5:25
06. Algarve 3:55
07. Beach Dance 5:07
08. Un Giro Ancora 3:38
09. L'Ultimo Giorno D'Inverno 5:35
10. Constante Cosmica / Frammenti 3:20
11. A Uno Di Noi 3:26
12. Understage 3:35
13. Mescalito 4:46
14. Il Lungo Addio 5:13
15. D-Brane 2:38
16. Improvisation For Arturo (Japanese Exclusive Bonus) 10:19



                          Arti&Mestieri: "D-BRANE" (2025)

Con D-Brane, gli instancabili Arti & Mestieri dimostrano che il prog non è una reliquia, ma una materia in continua trasformazione. Ancora una volta, sotto la guida ritmica di Furio Chirico, la band torinese intreccia tecnica e visione con quella naturalezza che da sempre la distingue.

Il titolo stesso suggerisce un confine sottile tra scienza e metafisica, tra struttura e intuizione. E infatti “Salto Con L’Hashtag” apre con energia nervosa e contemporanea, mentre “Light Metal” gioca su incastri ritmici affilati e dinamiche spezzate. “Nostradamus” ed “Elegia” riportano alla dimensione più lirica del gruppo, dove la complessità non soffoca mai l’emozione.

C’è spazio per geometrie jazz-rock (“Too Soon Too Late”), per respiri mediterranei (“Algarve”, “Beach Dance”) e per momenti di raccolta intensità come “L’Ultimo Giorno D’Inverno” o “A Uno Di Noi”, dove la melodia si fa quasi confessione. La title track “D-Brane” è una miniatura nervosa e concisa, un frammento che riassume l’anima del disco: energia compressa, controllo assoluto, visione chiara.
Il bonus “Improvisation For Arturo”, oltre dieci minuti di libertà controllata, è dichiarazione d’intenti: qui la tecnica non è mai esibizione sterile, ma linguaggio vivo.

“D-Brane” non è nostalgia settantiana né operazione revival. È prog che guarda avanti, che assorbe il presente senza rinnegare il proprio DNA. Un lavoro denso, articolato, che chiede ascolto attento e restituisce stratificazioni continue. In un panorama spesso superficiale, Arti & Mestieri ribadiscono una verità semplice: la complessità può ancora essere vitale, fisica, necessaria.

Musicos:

Furio Chirico: Drums & Percussion (Artistic production and direction)
Gigi Venegoni: Guitars, Keyboards
Beppe Crovella: Piano, Keyboards
Arturo Vitale: Saxophone (recorded prior to his passing in 2024)
Giovanni Vigliar: Violin, Keyboards
Marco Gallesi: Bass
Roberto Puggioni: Bass
Marco Cimino: Piano, Keyboards
Piero Mortara: Piano, Keyboards, Accordion
Umberto Mari: Bass
Lautaro Acosta: Violin
Gabriele Tommaso: Guitars
Alfredo Ponissi: Saxophone
Iano Nicolò: Vocals, Percussion, Loops, Samplers
Marco Roagna: Guitars
Diego Mascherpa: Saxophone
Giuseppe Vitale: Keyboards 
Production:
Mattia Garimanno: Audio Mixing, Engineering, Mastering
Samuele Forte: Additional Engineering
Recording: Ænima Recordings 

Live Line-up (Japan 2026):
Furio Chirico (Drums)
Lautaro Acosta (Violin)
Gabriele Tommaso (Guitars)
Roberto Puggioni (Fretless Bass)
Beppe Crovella (Hammond, Keyboards)
Marco Cimino (Keyboards)
Alfredo Ponissi (Sax, Flute) 

Furio Chirico's The Trip: "Atlantide" (2025)

 



picpicТemas:
01. Ouverture 2025 1:33
02. Atlantide 5:25
03. Evoluzione 3:12
04. Leader 2:54
05. Energia 4:30
06. Ora X 2:55
07. Analisi 4:03
08. Distruzione 5:06
09. Il Vuoto 0:58
10. Prelude (exclusive Bonus Track For Japan) 0:45
11. Coral (exclusive Bonus Track For Japan) 5:20

                           ATLANTIDE 2025

Il vecchio titano del prog italiano torna a sollevare colonne sommerse. In Atlantide, Furio Chirico non recupera un mito: lo riaccende a colpi di rullante elegante e memoria elettrica. Sotto l’insegna di The Trip, Atlantide non è rovina ma pulsazione; non archeologia, bensì un cuore che batte ancora.

C’è l’Hammond intriso di salsedine, chitarre che tracciano spirali come se Keith Emerson salutasse dal fondo del mare, e un basso che avanza con la solennità di una processione pagana. Chirico, lontano da ogni esibizionismo, governa la mareggiata con una batteria narrativa, precisa e teatrale: ogni brano si espande con quell’epica mediterranea che il prog degli anni Settanta seppe evocare e che qui riemerge senza polvere né nostalgia artificiosa.

“Atlantide” scorre come una suite mascherata: temi che si rincorrono, motivi che ritornano, crescendo che innalzano templi per poi sommergerli di nuovo. Non è un disco da consumo rapido; è un ascolto da vivere con calma, lasciando che la marea faccia il suo lavoro. In tempi di frenesia digitale, Chirico offre profondità: un viaggio negli abissi dove il prog respira, fiero e ancora vitale.

Version in english


old titan of Italian prog rises once more from the depths. On Atlantide, Furio Chirico does not simply revisit a myth—he rekindles it with elegant rolls and electric memory. Under the banner of The Trip, Atlantis is not a ruin but a pulse; not archaeology, but a living, breathing force.

There’s Hammond soaked in salt air, guitars sketching spirals as if Keith Emerson were waving from the ocean floor, and a bass that moves with the solemnity of a pagan procession. Chirico avoids empty showmanship, steering the surge with narrative drumming—precise, dramatic, and deeply musical. Each piece unfolds with that Mediterranean epic quality that defined ’70s prog, yet here it resurfaces without dust or forced nostalgia.


“Atlantide” flows like a hidden suite: themes recur, motifs converse, crescendos build temples only to let them sink again. This is not an album for casual consumption; it demands immersion. In an age of digital haste, Chirico offers depth—a descent into waters where progressive rock still breathes, proud and very much alive.



Version in spanish

El viejo titán del prog italiano vuelve a levantar columnas sumergidas. En Atlantide, Furio Chirico no rescata un mito: lo reanima a golpe de redoble elegante y memoria eléctrica. Bajo la enseña de The Trip, la Atlántida no es ruina sino pulso; no arqueología, sino latido que aún humea.

Hay Hammond con salitre, guitarras que dibujan espirales como si Keith Emerson saludara desde el fondo del mar, y un bajo que camina con la solemnidad de una procesión pagana. Chirico, lejos del exhibicionismo, ordena la marejada con una batería narrativa, precisa y teatral: cada corte se expande con esa épica mediterránea que el prog setentero supo conjurar y que aquí reaparece sin polvo ni nostalgia impostada.


“Atlantide” fluye como suite encubierta: temas que dialogan, motivos que regresan, crescendos que levantan templos y los vuelven a hundir. No es un disco para el consumo rápido; es para sentarse, cerrar los ojos y dejar que la marea haga su trabajo. En tiempos de vértigo digital, Chirico ofrece profundidad: un viaje al fondo donde el prog respira, orgulloso y vigente.






domingo, 17 de agosto de 2025

Limite Acque Sicure: "Un'altra mano de carte" (2025)


Segundo trabajo editado de esta banda italiana procedente de Ferrara. Sobre una idea conceptual y en un marco retro progresivo con referencias a las bandas italianas de los setenta, de hecho fue banda tributo a los grandes de aquella época y en su primer trabajo editaron una versión cover de "Il Giardino Del Mago" de Banco... 

Un trabajo que sinceramente arroja una composición sencilla, sin sobresaltos con una alta carga emotiva y melódica, que no obstante va ganando en cada escucha, pero hay algo que no me llega a convencer del todo quizás sea el registro vocal de Andrea Chendi, registro de tono bajo y apagado a lo Aldo Tagliapietra pero que en algún fragmento ciertamente no llega.

Todos los temas son destacables, mencionaría el tercer tema "Non Il Bergerac" y del resto me quedo con los pasajes instrumentales de guitarra como la intervención de piano y teclados, como también el arpa y flauta de la mano de Ambra Bianchi, que en esta ocasión también pones voces en segundo plano y canta en el tema "Chita".

Para fan del progresivo italiano setentero. Espero que un día se suelten por fin la melena y nos ofrezcan un disco mas atrevido y explosivo.

 pic

01. Joker 08:35
02. Il Racconto Di Juan Della Sua Terra 07:20
03. Natale 1914 10:13
04. Non Il Bergerac 08:02
05. Chita 08:56
06. Storie Perdute 08:14

Released 17 January 2025.

Lineup:

Andrea Chendi / Vocals
Ambra Bianchi / Flute, Voice and Harp
Antonello Giovannelli / Keyboards
Luca Trabanelli / Gitars
Paolo Bolognesi / Drums
Francesco Gigante / Bass

Lethe: "Il cavaliere inesistente" (2024)

 


Trabajo conceptual inspirado en la novela de Italo Calvino. LETHE grupo fundado en 1991 a través de la discográfica Ma.Ra.Cash Records ofrece una apuesta musical inspirada en el progresivo Italiano clásico que fue interpretado en los 90's. 

Emergen momentos entre pastorales con pasajes e intervenciones de la flauta travesera con momentos épicos y emotivos en un trasfondo medieval y Folk estructurado como una opera rock. 

Aduce esta obra de una composición sencilla y predecible, hay momentos brillantes y otros menos inspirados. 

La voz inconfundible en un par de temas de Alessandro Corvaglia nos trae recuerdos de La Maschera di Cera, pero el resto de temas también pudieran recordar, salvando las distancias, a Il Castello di Atlante, Consorzio Acqua Potabile o Distillerie di Malto.
En definitiva, un trabajo claramente destinado para el disfrute del fan incondicional de prog italiano.

Temas: 

1. Mura di Fuoco 07:34

2. Il Cavaliere Inesistente 05:31

3. Perpetua Confusione 08:22

4. Vuoto nel Vento 03:10

5. Animali Cristiani 10:17

6. Bradamante 03:36

7. Ansie 05:44

8. Nel Segno della Croce 08:06

9. Cosmoconia 02:00

10. Pagani 03:39

11. L'Elmo d'oro 06:27

12. Regno Futuro 05:00


Músicos:

- Giacomo Balzarotti – voz principal y coros

- Serena Bruni – flauta travesera

- Lorenzo Gervasi – teclados

- Pietro Paganelli – batería y percusión

- Fabio Massimo Sanzo – bajo eléctrico y coros

- Valerio Vado – guitarras, efectos

Invitados:

- Alessandro Corvaglia - voz principal y coros en las canciones "Mura di Fuoco" y "Animali Cristiani"

- Eleonora Mosca - voz principal y coros en varias canciones.


Raccomandata con Ricevuta di Ritorno: "In fuga" (2025)

 


Desde la salida del "Il pittore volante" hace 15 años con el nombre de grupo de la "La Nuova Raccomandata con Ricevuta di Ritorno" a través del sello AMS Records publican en este mayo del 2025 un trabajo de tan solo 6 temas con una corta duración de 35:34' titulado "In Fuga", donde nos encontramos de la banda original con el pintor y vocalista Luciano Regoli, el bajsta Nanni Civitenga y a los teclados Walter Martino (Goblin, Libra).

Tras un primer tema Hard Rock que pudiera recordar a Deep Purple, le sigue "Mary Really" un tema complejo y rabioso pero mezclado con lo melódico, tiene buenas intervenciones del violín de Damaso Grassi y la guitarra, sin duda junto a "Ancora a l'ombra" de lo mas destacable de este corto trabajo. 

Tras "Sognando" llega "Nublano" con la voz desgarradora y rockera de Luciano Regoli que se rompe a mitad de su recorrido en pos de un instrumental de remanso pastoral. La semibalada "Ancora l'ombra" con pasajes misteriosos y relatos tenebrosos a lo Goblin con cambios de ritmos e intervenciones en forma de pasaje instrumental del saxo tenor y teclados.

Acaba el trabajo con "Sandrina" un tema muy personal con la voz y algún silbido de Luciano con la guitarra acústica de fondo, sin mas.


Тemas:

01. Incubo 4:55

02. Mary Reilly 7:17

03. Sognando 6:57

04. Nubiano 5:40

05. Ancora L'ombra 9:12

06. Sandrina 1:32


Músicos:

- Luciano Regoli / vocals

- Nanni Civitenga / bass / Guitar

- Walter Martino / drums

- Damaso Grassi / flute, tenor sax

- Stefano Piermarioli / keyboards

- Manlio Zacchia / bass, double bass

I Giullari Di Corte: "Via Fulton 4" (2025)

 

El trio italiano "I Giullari Di Corte" vuelven a la escena con "Via Fulton 4", un disco que apuesta por la teatralidad expresiva y lírica dentro del marco del del rock clásico, hard y en algún tema al rock progressivo italiano, herederos directos de la tradición setentera. Desde los primeros compases queda claro que la banda busca transmitir emoción y cercanía antes que deslumbrar con virtuosismo o grandilocuencia.

Las composiciones mantienen un flujo natural y sencillo, con cambios rítmicos bien integrados que huyen de la complejidad excesiva. El grupo evita la sobreproducción para apostar por un sonido orgánico y directo.

No se trata de un trabajo que busque revolucionar el género ni de un descubrimiento mayor dentro del panorama musical actual. Sin embargo, su honestidad estilística y su coherencia sonora lo convierten en un álbum disfrutable, especialmente para aquellos oyentes que valoran la vertiente más melódica, íntima y teatral del progresivo italiano.

En definitiva, Via Fulton 4 es un disco que quizá no marque un antes y un después, pero sí ofrece momentos entrañables y evocadores que harán las delicias de los aficionados a la escuela italiana de los setenta.

Songs / Tracks Listing

1. Genesi (4:55)

2. Fatto, Sfatto e Soddisfatto (4:05)

3. La Corsa sul Tempo (5:19)

4. Shine on you Crazy Divac (4:42)

5. Giullare (5:06)

6. Venerd (4:37)

7. Il Cappellaio Matto (3:28)

8. Che Fine ha Fatto la Signora Colombo? (3:13)


Line-up / Musicians


- Paolo Zacchi / guitars, keyboards, vocals

- Matteo Ballestrazzi / bass

- Alessio De Angelis / drums


Releases information

Label: Areasonica Records

sábado, 5 de noviembre de 2016

Syndone: "La Bella è la Bestia" (2012)


Syndone: "La bella é la bestia" (2012)

                                 


Un paio d’anni fa questa band italiana proveniente da Torino è tornata sulla scena progressiva con un ottimo lavoro intitolato “Melapesante”, in cui venivano narrate diverse storie accomunate da un unico protagonista: la mela di Newton, Guglielmo Tell, Adamo ed Eva, l’11 settembre a New York, e così via.


Per mano di BTF / AMS e ora in formato trio, la band guidata dal compositore e tastierista Nik Comoglio presenta una OPERA ROCK progressiva basata sul romanzo originale di Leprince de Beaumont. Il lavoro è stato registrato e masterizzato negli studi di Abbey Road, con la partecipazione del produttore Greg Walsh.

Il caratteristico suono che nasce da un’opera concettuale si accentua in questa occasione per l’assenza della chitarra elettrica e per la varietà di registri vocali che il cantante Riccardo Ruggeri è chiamato a interpretare: dalla stessa Bella alla Rosa, dal Narratore alla Bestia, fino al padre di Bella. Il tutto in un tono romantico, melodico, espressivo, introspettivo e teatrale, con un tocco moderno che prevale su una solida base di rock progressivo settantiano, tanto italiano quanto anglosassone.


Essendo una vera e propria opera rock, mi risulta difficile evidenziare un brano rispetto a un altro; forse prediligo la prima parte, compositivamente più strutturata rispetto alla sezione finale, più lineare e complessa, dove affiora anche qualche sfumatura jazz. Se devo segnalare un aspetto meno convincente, citerei la ballata “Tu non sei qui”, piuttosto poco incisiva, con il pianoforte a coda in sottofondo.

Le influenze rimangono quelle di Museo Rosenbach, Le Orme, Banco del Mutuo Soccorso, Latte e Miele e Genesis.

Particolarmente indicato per gli appassionati di opere rock e del rock progressivo italiano degli anni ’70, ma con l’aggiunta di una sensibilità moderna.


In definitiva, musica romantica, melodica, espressiva, con venature jazz, talvolta cabarettistica, oscura e a tratti rabbiosa, impreziosita dalla varietà timbrica del cantante Riccardo Ruggeri e dall’ampio impiego di strumentazione. Oltre agli strumenti classici del rock sinfonico, troviamo il violoncello, una sezione fiati (due trombe, trombone, corno e tuba) affidata al Gomalan Brass Quintet e il Quartetto d’archi Koiné (due violini, viola e violoncello), membri dell’Orchestra Filarmonica di Torino, che curiosamente si propongono anche per animare banchetti di nozze tramite internet.

version en castellano:

Hace un par de años esta banda italiana procedente de Turin, volvió a la escena progresiva con un estupendo trabajo titulado "Melapesante" donde se narraban diferentes historias con un único protagonista, la manzana de Newton, Guillermo Tell, Adan y Eva, el 11 de Septiembre en Nueva York, etc...

De la mano de BTF /AMS y ahora en formato trío, la banda liderada por el compositor y teclista Nik Comoglio, nos presenta una OPERA ROCK progresiva basada en la novela original de Leprince de Beaumont, trabajo grabado y masterizado en los estudios de Abbey Road, con la participación del productor Greg Walsh.

El característico sonido que genera una obra conceptual se acrecenta en esta ocasión por la ausencia de guitarra eléctrica y la diversidad de voces que debe imprimir el cantante Riccardo Ruggeri, desde la propia Bella, la Rosa, el Narrador, la Bestia e incluso el padre de Bella, todo en un tono romántico, melódico, expresivo, introspectivo, teatral y un toque moderno predominante sobre una base clásica del rock progresivo setentero italiano y anglosajón.

Como tal opera de rock que se trata, me es difícil destacar algún tema respecto a otro, quizás me gusta mas la primera parte, mejor estructurada compositivamente que el tramo final, mas lineal y complejo y donde aparece algún rasgo de Jazz. Por decir algo negativo mencionaría la poco mordiente balada "Tu non sei qui" con el piano de cola de fondo.

Las influencias siguen siendo desde Museo Rosenbach, Le Orme, BMS; Latte E Miele y Genesis.

Especialmente indicado para fan de las operas rock y del rock progresivo italiano realizado en los 70's pero con el añadido de un toque moderno.

En definitiva música romántica, melódica, expresiva, jazzy, cabaretesca, oscura y a ratos rabiosa, agraciada por la variedad timbrica del cantante Riccardo Ruggeri y la gran cantidad de instrumentación empleada, amen de los instrumentos clásicos del rock sinfónico, tenemos múltiples instrumentos como el cello, la sección de viento (2 trompetas, trombon, corno y tuba) protagonizada por el quintento Gomalan Brass Quintet y ademas de la sección Cuarteto de cuerdas Koiné (2 Violines, Viola y violoncello) que forman parte de la Orquesta Filarmónica de Turín y que además, curiosamente se ofrecen amenizar banquetes de boda por internet.


Discografica: BTF

Temas:

  1. Introitus (3:12)
  2. Il fiele e il limite (4:49)
  3. Rosa recisa (4:57)
  4. Complice carnefice (6:05)
  5. Piano prog impromptu (1:23)
  6. Tu non sei qui (4:23)
  7. Orribile mia forma (3:53)
  8. Mercanti di gioia (4:13)
  9. Bestia! (3:56)
  10. Ora respira (4:35)
  11. La ruota della fortuna (3:37)
  12. Canto della rosa (1:03)
Musicos:

  • Nik Comoglio / piano, Hammond, Moog, keyboards
  • Francesco Pinetti / marimba, vibrafono, percussion
  • Riccardo Ruggeri / vocals y concepto
Invitados:

  • Ray Thomas / flautista en "Tu non sei qui" y "Orribile mia forma"
  • Federico Marchesano / bass
  • Pino Li Trenta / Bateria
  • Gomalan Brass Quintet / en "Il fiele e il limite" Marco Braito (tromba), Marco Pierobon (tromba), Nilo Caracristi (corno), Gianluca Scipioni (trombone), Stefano Ammannati (tuba).
  • Cuarteto de cuerdas de la orquesta Filarmonica de Turin (Matteo Ferrario y Antonino Russo al violin, Carlo Bruno a la viola y Silvia Manzo al violonchelo)

Saluti
(c) Juan

Syndone: "Melapesante" (2011)

Syndone: "Melapesante" (2011)
                                 Resultado de imagen de Syndone: "Melapesante" (2011)

Discografica: CD Electromantic Music

Temas:
  1. Melancholia D'ophelia
  2. Allegro Feroce
  3. Melapesante
  4. Magritte
  5. Giardino Delle Esperidi
  6. Malo In Adversity
  7. Mela Pensante
  8. Mela Di Tell
  9. Dentro L'inconscio
  10. 4 Hands Piano Boogieprog
Musicos:
  • Nik Comoglio / piano, Hammond, Moog, keyboards
  • Federico Marchesano / electric bass & double bass
  • Francesco Pinetti / vibraphone, symphonic timpani
  • Paolo Rigotto / drums, percussion
  • Riccardo Ruggeri / vocals
Invitados:
  • Violoncello, violino, oboe, flauto, quintetto d'ottoni, chitarra classica, armonica, vibrafono.
Romanticismo, melodía, expresión, introspección, teatralidad y un toque moderno encima de una base clásica del rock progresivo setentero italiano.

Syndone es una banda liderada por el torinense Nico (Nik) Comoglio, que en 1992 edito el album "Spleen" y un año después, en 1993 "Inca", ambos producidos por Beppe Crovella del grupo "Arti & Mestieri" que dirige la discográfica Vinyl Magic en Milan.

En estos 18 años que han pasado, Nik se ha dedicado privadamente al estudio musical y a proyectos teatrales, musicales, operas, ballets, oratorios y especialmente en el conocimiento de la teoría de la orquestación. 

El año pasado decide volver con un quinteto con esta obra conceptual que trata de los varios significados y simbología de la manzana "Mela" (Newton, Guillermo Tell, Adan y Eva, NY 11 septiembre, etc..), masterizado en lo celebres estudios londinenses de Abbey Road, producido por Beppe Crovella y editado por Electromantic Music.

Malpensante, es una obra de rock clásico de la vieja escuela progresiva italiana, basada en los teclados, ausente de guitarra eléctrica, sustituida por el vibrafono y la diversidad de teclados, instrumentos de viento y cuerda, con un protagonismo desmesurado pero brillante en la parte cantada, de la mano de Riccardo Ruggeri,
?Temas destacables? Lo cierto es que es muy difícil destacar algún tema en especial, quizás los momentos mas timbricos y melódicos que se dan cita en "Melancholia D'ophelia", tema inicial orquestado y cuyo tratamiento compositivo de teclados me recuerda a Museo Rosenbach. otra a mencionar seria "Giardino delle Esperidi" por su cadencia final, la presencia del violín y del toque especial que da el vibrafono, similar al xilófono y de los timbales sinfónicos y con ese toque misterioso de voz de Riccardo en forma de relato y mas tarde emulando con juegos experimentales a Demetrio Stratos (salvando las distancias).

Curioso el toque post-rock a lo Radiohead en "Mela Di Tell" donde escuchamos también un solo atípico de armonica. Por ultimo destacar el tema "Malo In Adversity" dedicado al 11 septiembre en el World Trade Center de Nueva York y donde hay un solo de piano a lo Bartók al inicio, para pasar a un toque musical y cantado cabaresteso y teatral que acaba o da inicio al séptimo tema "Mela Pensante", esta basado en el 5 subtema "Willow Farm" de la suite "Supper's ready" del album "Foxtrot" de Genesis. ?Os acordáis de Peter Gabriel cuando se pregunta previo al corte mencionado.... Narcissus is turned to a flower.... A Flowers?

Por poner pegas, que ya son ganas.... en mi opinión excesivos minutajes de momentos suaves y baladisticos que viene intercalados en la mayoría de los temas, como sucede con "Magritte" o la desgarradora y teatral "Melapesante", todo en detrimento de temas mas enérgicos y orquestado. Quizás me sucede que no llego a entender porque tanta sencillez y pulcritud sonora puede resultar tan elegante y cautivadora respecto a una obra compleja y sobresaturada compositivamente hablando.

Especialmente indicado para fan del rock progresivo italiano realizado en los 70's con un toque moderno. En definitiva música romántica, melódica, expresiva, jazzy, cabaretesca, oscura y a ratos rabiosa, agraciada por la gran cantidad de instrumentación empleada, amen de los instrumentos clásicos del rock sinfónico, tenemos instrumentos de cuerda y viento.

Salu2
Juan

jueves, 13 de agosto de 2015

Delirium IPG: "L'Era Della Menzogna" (2015)

                                              Delirium IPG: "L'Era Della Menzogna" (2015)

Delirium I.P.G. (International PROGressive Group), que te venga a la mente La Maschera di Cera es inevitable, la voz de Alessandro Corvaglia es inconfundible pero realmente Delirium IPG suena diferente, entre unos CAP y Le Orme en ocasiones.

La idea de este album viene dada por el ingreso del nuevo bateria que traia de su cosecha algunos temas escritos, el sonido es mas elecronico y juega con lo acustico, dejando de lado el sonido setentero.

Los temas "L'Inganno del Potere" que recuerda a CAP, la epica "L'Era della Menzogna" muy a lo LMDC, la instrumental "La Deriva" con el protagonismo del Saxo o la suite "Il Castello del Mago Merlino".

En cambio hay otros temas como la balada "L'Angelo del Fango" y no digamos la alegre "Fuorilegge" o "La Voce dell'Anima" o la prescindible "Basta" entre un toque gregoriano y de misterio, todas mas proximos al pop o al Art rock si me apuran que destrempan del todo el subidón que te han dado los otros 4 temas.

Una pena esta disparidad o dispersidad.

Temas:

1. L'Inganno del Potere
2. Il Nodo
3. L'Angelo del Fango
4. Fuorilegge
5. La Deriva
6. L'Era della Menzogna
7. La Voce dell'Anima
8. Basta
9. Il Castello del Mago Merlino (Come un Tempo)

Musicos:
- Ettore Vigo / Keyboards
- Martin Grice / Saxophone, Flute
- Fabio Chighini / Bass Guitar
- Michele Cusato / Electric Guitar
- Alessandro Corvaglia (Maschera di Cera) / Vocals, Keyboards, Acoustic Guitar
- Alfredo Vandresi (Narrow Pass) / Drums

miércoles, 10 de septiembre de 2014

Standarte : "Standarte" (1995)


Escuchar a este grupo es como viajar en la maquina del tiempo, concretamente finales de los 60's y principios de los 70's. Standarte es un atipico cuarteto italiano originarios de Pisa e integrado por Daniele Caputo (voz y bateria), Michele Profeti (teclados) y Stefano Gabbani (bajo).

En este su primer album debut homonimo, estuvo Stefano Bauer a la guitarra pero dejo el grupo por divergencias personales, de hecho no sale ni en los creditos, ya en el segundo album aparecio Davide Nicolini en su sustitucion. El nombre del grupo viene de "Stendardo" que fue un naviero de la division armada de la SS.

Standarte en contra de lo que muchos grupos actuales de rock sinfonico progresivo andan buscando, como la innovacion o experimentacion de nuevas sonidos y composiciones, ellos utilizan ideas que surgieron ya a finales de los 60's y principios de los 70's para plasmar una musica perfecta con un fuerte sabor a Hard Psych conceptual con acolchado de Mellotron y Hammond agresivo que libran sonidos oscuros y densos, con destellos de post-psicodelia y a veces a beat sixties.

Su musica esta enfocada basicamente en los teclados, de hecho el arsenal es considerable, Hammond, Clavicordio, Piano, 2 mellotrones y 2 moogs, tambien destacar el correcto acento ingles del vocalista y las guitarras duras propias del estilo.

Referencias: Clarisimas a Black Sabbath, incluso la voz de Daniele Caputo me recuerda muchisimo a la de Ozzy Osbourne. tambien mencionar a Atomic Rooster, Rare Bird, Spring, Quatermass...

Este album esta dedicado al lider de Atomic Rooster Vincent Crane que se suicido en 1989,
Formacion: Michele Profeti: organo, mellotron; Daniele Caputo vocalista y bateria; Stefano Gabbani: bajo; Stefano Bauer, guitarra y en la narracion Steve Mattews.

A diferencia de sus siguientes trabajos "Curses and Invocations" y "Stimmung", este album esta repleto de temas cortos, 9 en total, donde resalta la fuerza hard Rock del principio y final de los temas y los largos intermezzos de pasajes atmosfericos creados a traves del Mellotron y el Hammond.

La obra se desarrolla en forma conceptual con relatos entre tema y tema encargado a un tal Steve Mattews. Los primeros temas son muy sinfonicos pero seguidamente se va cogiendo tono Hard Rock para llegar a los ultimos temas, A War Was declared con "Charge Of The Light" y "Brigate" que suena mucho a EL&P, "In My Time Of Dying", una version de los Led Zeppelin en plan Black Sabbath y las purpleniana "Spider baby" y "Wasn't Life Fantastic?"

Track-list
  1. Dream Love Sequence Nr 9 (7:53)
  2. One Strange December Evening (4:55)
  3. As I Wandered (3:24)
  4. Tolerance Town (3:40)
  5. Beat Pimp Muzak (5:07)
  6. A War Was Declared (7:22)
  7. In My Time Of Dying (6:33)
  8. Traumland (5:20)
  9. I Want You (2:39)
En definitiva un estupendo y sorprendente trabajo con sabor añejo de lo que en su dia hizo vibrar a mas de uno, entre ellos el que os escribe.

Para Standarte todo tiempo pasado fue mejor y distinto... hasta que se demuestre lo contrario

Saludos Progresivos
Juan